Mantenimento del figlio maggiorenne: quando è dovuto e quando cessa
Molti genitori continuano a pagare il mantenimento del figlio maggiorenne, spesso senza sapere che l’obbligo non è automatico né illimitato nel tempo.
La legge tutela i figli che non sono ancora economicamente indipendenti, ma non protegge situazioni di inerzia o mancanza di impegno nello studio o nel lavoro.
Quando il mantenimento del figlio maggiorenne è ancora dovuto
Il mantenimento del figlio maggiorenne può essere previsto quando:
- il figlio non è economicamente autosufficiente per motivi a lui non imputabili;
- vive con i genitori o dipende ancora da loro per motivi da inerzia, disinteresse o colpevole inattività;
- sta seguendo un percorso di studi o di formazione in modo serio e continuativo;
- non ha un reddito sufficiente per mantenersi autonomamente: se il figlio lavora ma percepisce un reddito talmente basso da non consentirgli una vita dignitosa e indipendente, l’assegno di mantenimento può continuare ad essere riconosciuto; tuttavia, se il genitore prova che il figlio è in grado di mantenersi autonomamente, anche con redditi modesti ma stabili, può chiedere la cessazione dell’obbligo.
La valutazione è sempre concreta e caso per caso.
Figlio iscritto all’università ma senza risultati
L’iscrizione all’università non è sufficiente per giustificare il mantenimento.
Se il figlio è formalmente iscritto ma:
- non sostiene esami per lunghi periodi,
- ne sostiene pochissimi ogni anno,
- oppure è iscritto da molti anni senza un reale avanzamento,
il genitore può chiedere al Tribunale o tramite avvio di procedura di negoziazione assistita la riduzione o la cessazione dell’assegno di mantenimento.
Il giudice può ritenere che manchi un serio e concreto impegno formativo. In questi casi, soprattutto se l’inattività si protrae nel tempo e non è giustificata (problemi di salute, situazioni eccezionali), il mantenimento può essere ridotto o addirittura revocato.
La giurisprudenza richiede infatti che il percorso di studi sia coerente, diligente e compatibile con l’età del figlio.
Se il figlio maggiorenne lavora
- Se il reddito è minimo o occasionale, il mantenimento può continuare.
- Se il figlio è in grado di mantenersi da solo, l’obbligo può cessare, anche se il lavoro non è stabile o particolarmente remunerativo.
Conta la concreta capacità di autosostentamento, non il livello di reddito.
Esiste un limite di età?
La Corte di Cassazione ha chiarito che oltre una certa età (circa 30-35 anni) il mantenimento non è più la regola, ma un’eccezione da dimostrare.
Restano salvi, naturalmente, casi particolari (disabilità, gravi impedimenti, situazioni oggettive non imputabili al figlio).
Dopo tale età, il figlio deve provare l’esistenza di gravi motivi che giustifichino il sostegno economico.
Quando è possibile chiedere la cessazione del mantenimento del figlio maggiorenne
Il genitore può legittimamente domandare la cessazione dell’assegno quando il figlio maggiorenne:
- ha raggiunto una concreta autonomia economica, dimostrabile con contratti di lavoro, buste paga, dichiarazioni dei redditi o avvio di un’attività;
- ha concluso gli studi universitari o ha acquisito una formazione professionale adeguata ed è in grado di inserirsi nel mondo del lavoro;
- pur iscritto all’università, non studia seriamente e non sostiene esami, mostrando un atteggiamento di prolungata inattività.
- ha raggiunto un’età tale per cui, salvo eccezioni da dimostrare, non ha più diritto al mantenimento da paret dei genitori, ma potrebbe aver diritto agli alimenti, in presenza dei requisiti di legge.
In ogni caso, la cessazione non è automatica: deve essere richiesta al giudice, che valuterà tutte le circostanze del caso concreto, oppure con avvio di un procedimento di negoziazione assistita
A quanto ammonta il mantenimento?
L’importo dipende da:
- redditi dei genitori;
- tenore di vita del figlio;
- convivenza in casa.
Non esistono importi standard.
Assistenza legale
Ogni situazione è diversa.
Una valutazione legale preventiva consente di capire se:
- il mantenimento è ancora dovuto,
- può essere ridotto,
- oppure può cessare del tutto.
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